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Milano ristorante. Due parole che sono nel dna dei milanesi e dei manager che soggiornano per lavoro in città. Da un lato i milanesi s’ingegnano con l’ampia offerta: dall’osteria al ristorantino insolito, dalla pizzeria che serve piatti di mare alla trattoria dal forte accento regionale, dal locale etnico (ultimo nato il “salvadoregno” in zona Porta Venezia) ai nomi “storici”: il ricercato Aimo e Nadia (Zona Fiera), il classico Peck, il lombardo Don Lisander, il toscano Bice (zona Duomo).
Dall’altro lato, i manager, che chiedono “qualità del vivere” nelle loro trasferte e servizi innovativi per un soggiorno più piacevole che nel classico albergo come le case vacanza e gli appartamenti uso residence in locazione, cercano tendenzialmente soluzioni particolari. Così in cima alla lista delle mete, in particolari degli stranieri, c’è il classico e lombardo Boeucc di piazza Belgioioso ma anche l’altrettanto classico e lombardo Savini in galleria Vittorio Emanuele. A Brera i manager, perlopiù italiani, scelgono il classico Rigolo di Largo Treves e il “milanese” Matarel di corso Garibaldi.
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